La barca e il suo equipaggio

Barbara Agnoli 2 commenti

Marzo 2020, tempo di “quarantena” sconosciuto ai più.

Ho iniziato a pensare allo spazio di casa come ad una barca e chi la abita come il suo equipaggio. Nella maggior parte dei casi una barca ha spazi ridotti, non si può scendere a proprio piacimento per prendere distanza, magari dopo una lite, servono alcune accortezze per farla navigare e in alcuni momenti si può non avere una chiara direzione. Proprio come noi, in queste settimane.

Alcuni di noi stanno navigando in solitaria, altri con un equipaggio composto da familiari che mai prima d’ora avevano condiviso tanto tempo e spazio, altri ancora si ritrovano compagni di avventure semisconosciuti (penso per esempio agli studenti fuori sede che condividono un appartamento).

Come si fa a navigare evitando grossi intoppi? Quali rischi e quali risorse del veleggiare in solitaria o in gruppo?

Cosa fare se siete parte di un equipaggio multiplo:

tante barche

1) indire una riunione e contarsi per sapere chi è abile (escludere i bimbi sotto i 3 anni e le persone non autonome perché allettate o malate);

2) stilare l’elenco delle mansioni che la barca richiede (anche quelle che solitamente fa un certo membro dell’equipaggio, per vocazione o perché gli altri membri non sanno nemmeno che esiste quel compito);

3) partendo dai più piccoli, fare scegliere una o più mansioni secondo l’età e se possibile della piacevolezza nel fare un certo compito;

4) stabilire insieme la routine del giorno, con un cartellone visibile a tutti;

5) nominare un capitano della barca, preferibilmente a rotazione, che possa controllare e stimolare a svolgere quel che è stato deciso insieme.

I rischi dell’equipaggio multiplo:

– avere chi fa tanto e chi fa molto meno: parlatene, una volta che non siete nel pieno della rabbia, esponendo la vostra difficoltà e chiedendo collaborazione;

non giudicare l’operato dell’altro: posto che abbia capito il suo compito (verificatelo), gli altri membri dell’equipaggio si trattengano dal pensare e dire “io avrei fatto così”. Accettate che ognuno faccia le cose in maniera differente;

– se sentite che lo spazio diventa troppo stretto e non sopportate più la parola e la presenza degli altri DICHIARATELO! Alzate bandiera bianca e dite “ho bisogno di un tempo di silenzio”, mettetevi delle cuffie e rintanatevi sottocoperta, magari costruendo una spilla su cui scrivere “SONO IN SILENZIO”, in modo che sia chiaro a tutti quelli che vi incontrano.

Le risorse dell’equipaggio multiplo:

– poter mangiare e avere una routine insieme e scambiare due parole, quando non siete in silenzio (vedi sopra);

– nonostante il divieto, abbracciarsi ogni tanto per sentire il contatto è un ottimo toccasana e aumenta le difese immunitarie;

– la possibilità di sentirsi uniti sulla stessa barca, nonostante le fatiche della navigazione.

 

A chi naviga in solitaria:

navigare in solitaria

1+2) la riunione fatela comunque, e stilate le cose che volete fare perché la barca non vada alla deriva, e voi con lei;

3+4) stabilite la routine del giorno e disegnate un cartellone da appendere e seguire per non ritrovarvi a sera dicendo “non ho combinato nulla”;

5) nominatevi capitano della barca, e ogni sera segnate quel che ha funzionato e cosa avete imparato quel giorno. Sì, avere un diario di navigazione può essere una cosa molto utile in questo momento.

 

I rischi della navigazione in solitaria:

– eccessiva solitudine: chissà che non sia arrivato proprio il momento per guardarla e scoprire che non fa così tanta paura. Se invece continua a spaventarvi, attivatevi: chiamate amici e familiari (non è questo il momento di pensare “dovrebbero chiamarmi loro), lanciate segnali di fumo, chiedete supporto professionale se sentite che la fatica è eccessiva;

– eccessivo lavoro: essendo tutto sulle vostre spalle il rischio di non fermarsi mai è alto. Stabilite delle pause e dei tempi di riposo, svago, in cui muovervi, ballare, meditare, fare qualche tipo di attività fisica;

imbruttimento: vestitevi dignitosamente, distinguete il giorno dalla notte, scegliete di nutrire bene corpo e spirito con cibo sano e scegliendo cosa leggere e cosa vedere. Non mangiate schifezze, non guardate cose inutili e che non vi danno alcun nutrimento buono.

Le risorse dell’equipaggio in solitaria:

navigare

– avere a disposizione tutto lo spazio e il tempo per lavorare ai propri progetti, senza interferenze. Vi assicuro che per molti è un lusso in questo momento;

– potersi coccolare, dandosi delle sane attenzioni: un buon cibo, una telefonata a qualcuno di caro, un film che da tempo volevate vedere; un bagno rilassante;

– poter dedicare del tempo agli altri, a distanza. Chi è sommerso dagli equipaggi familiari apprezzerà una vostra attenzione!

 

Cari, questo è tutto dalla quarantena, mi piacerebbe avere un vostro commento qua sotto, per farmi sapere come sta il vostro equipaggio, se la barca veleggia e se avete dei consigli in più da offrire agli equipaggi come il vostro (posto che ogni equipaggio è un caso “clinico” a sé stante).

Vi abbraccio tutti, virtualmente

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by Barbara Agnoli
2 Commenti
  • Chiaro e divertente, anche per me sono velista!
    Noi siamo in due, praticamente siamo su una deriva: lui al timone ed io al trapezio! Mi è andata bene perché passiamo in generale tanto tempo assieme. Il Capitano sono io ma gli faccio credere che sia lui

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